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Tradizioni e Cultura

Per gli animi più sensibili e curiosi, una vacanza in Sardegna può trasformarsi in una avventura davvero entusiasmante. Si può godere di bellezze naturali che lasciano senza fiato, vivere la magia di fantastici siti archeologici, assaporare i colori e le atmosfere di tradizioni e culture che il tempo ci ha restituito immutate nel loro irresistibile fascino.

Tra le manifestazioni più suggestive del folklore sardo, un posto d’onore meritano le feste che hanno al centro l’esibizione di cavalli e cavalieri, come la Sartiglia e la Cavalcata Sarda. Costumi bellissimi e grande partecipazione emotiva fanno di questi eventi le occasioni più ghiotte per entrare in contatto con la più profonda anima sarda.

I prodotti artigianali si distinguono per l'originalità, la varietà e, soprattutto, per la cura che da sempre i sardi hanno destinato agli oggetti tipici della loro cultura, mantenendo per secoli una forte tradizione popolare.

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I COSTUMI della tradizione sarda ci fanno compiere un autentico viaggio nel tempo, e colpiscono per originalità, ricchezza e bellezza. Se quelli maschili risultano abbastanza “classici” ed omogenei, quelli femminili sono profondamente diversi da una località all'altra, più sontuosi e colorati. Espressione di una civiltà antica, nei costumi ritroviamo oggi la forza di una tradizione popolare che fieramente sopravvive, specie nelle zone più interne.

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LE CERAMICHE hanno origini antichissime, che risalgono al periodo nuragico. Il richiamo alla vita quotidiana è il denominatore comune di quest’arte antica: dalle brocche, le anfore e le giare per la conservazione, ai recipienti per la preparazione e la cottura dei cibi agli oggetti di uso comune come piatti, scodelle, ciotole, boccali. In Sardegna esistono circa cinquanta laboratori sparsi in tutto il territorio.

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L'OREFICERIA in Sardegna viene fatta risalire al periodo fenicio. All’argento, da sempre metallo più utilizzato per l’abbondanza nel sottosuolo, solo più tardi si è unita la lavorazione dell’oro e di altre pietre come i turchesi e il corallo. La tecnica più diffusa è quella della filigrana. Molto utilizzata anche l’antichissima tecnica della granulazione, che consiste nel saldare piccole sfere sopra ad una lamina di base secondo un disegno prestabilito. Con la granulazione viene “forgiato” il gioiello più tipico dell’isola, la fede sarda.

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LA TESSITURA rappresenta il settore più vario e importante dell’artigianato locale. Ogni casa, un tempo, aveva il proprio telaio, e, sulla memoria di una tradizione antica, ancora oggi si producono tappeti, arazzi, strisce e bisacce di straordinaria fattura.

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LA LAVORAZIONE DEI METALLI ha una tradizione antichissima, come testimoniato dalla massiccia presenza dei bronzetti nuragici. Oggi è di primaria importanza quella del ferro, con la produzione di coltelli famosi in tutto il mondo.

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L'ARTE DEL LEGNO e dell’intaglio è una punta d’eccellenza dell’artigianato sardo. Famosissime le cassapanche, i taglieri, le pipe e le maschere di legno, legate, queste ultime, all'atmosfera arcaica e misteriosa del mondo barbaricino, ovvero della Barbagia.

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LA LAUNEDDA è il più tipico tra gli strumenti musicali sardi. È formato da tre canne; la più lunga ottenuta con tre pezzi di canna comune incastrati uno con l'altro, le altre due ricavate da un tipo di canna molto rara, detta masku. Le tre canne si suonano insieme, ma solo quella lunga è dotata di tre fori per le dita e di uno per accordare l'insieme. E' uno strumento molto difficile da suonare, che richiede lunghi anni di applicazione.

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IL PANE CARASAU è il pane più antico della Sardegna. È anche noto come "carta da musica". Si ottiene da farine e semole di grano duro, lievito, sale marino e acqua. È un pane a grandi sfoglie, simili a sottili cialde croccanti, di forma rotonda e diametro variabile fra i 15 e i 40 cm, spesso solo pochi millimetri. Questi dischi di pane, dalla elaborata preparazione, nascevano dalla necessità di mantenere gusto e fragranza per mesi. I pastori lo accompagnavano e lo accompagnano al formaggio di pecora o capra.